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Norme di comportamento

E' ora che si chiuda L'isvap/covip/consob/ covo di burocrati mangia soldi.

E' necessaria una mobilitazione di massa contro tutte le scartoffie che ci fanno firmare ultimamente e che non servono a nulla.
se non a rallentare il lavoro di emissione polizze.

In tutto il mondo si parla di semplificazione, solo in Italia gli apparati burocratici complicano la vita a tutti consumatori compresi in nome di nulla ma solo per salvarsi la faccia e giustificare la vendita aprofessionale.

Non c'e un paese in Europa dove gli agenti sono costretti a farlo.

Sarebbe opportuno proporre uno sciopero bianco contro tutte le ultime scartoffie.

Assinews risponde:
La comunicazione è firmata, ma non rendiamo noto il mittente su specifica e comprensibile richiesta dello stesso.

Ciò detto, ci troviamo solo in minima parte d’accordo con l’abbonato.
E’ indubbio che l’ISVAP ha ecceduto con i formalismi, ma non si può dimenticare (tanto per fare un esempio) che la direttiva sull’intermediazione richiedeva che fossero accertate e messe nero su bianco le esigenze dei clienti, ciò che invece è sparito nella normativa nazionale di recepimento.
Il punto è che ben pochi hanno capito (ma in maggioranza fingono il contrario) che tanto la direttiva quanto la normativa nazionale pongono a carico degli intermediari tutti uno specifico obbligo di consulenza assicurativa. E non lo vogliono capire o fingono di non aver capito perché, salvo limitate ed encomiabilissime eccezioni, nessuno vuole farsi carico di tale consulenza. Le compagnie perché non vogliono pagarla ai propri agenti. I broker perché, in larghissima maggioranza, non ne hanno la capacità oppure non hanno il coraggio di fatturarne il corrispettivo ai clienti.
Eppure per noi la questione – almeno sotto questo aspetto – è semplice: i clienti oggi hanno diritto di ottenere la citata consulenza e, quindi, è giusto che ne sopportino il costo (direttamente, pagandone il corrispettivo all’intermediario, agente o broker che sia, oppure indirettamente tramite aumento del costo dei prodotti assicurativi.
Al contrario dell’Italia, in Francia nessuno ha avuto problemi ad ammettere che la direttiva poneva a carico degli intermediari un obbligo di consulenza. E, guarda caso!, la FFSA francese (come a dire la nostra ANIA) sta attivamente operando con le associazioni degli intermediari per individuare i migliori standard documentali da impiegare per adempiere a tale obbligo (e per poter documentare il suo assolvimento).

 

 

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