Quesito
su indennizzabilità danni conseguenti a
scoppio (29/07/09)
In data 27.02.09 rispondevate affermativamente ad
un mio quesito (inviatovi il 25.02.09) con il quale
vi chiedevo parere circa la indennizzabilità
dei danni conseguenti allo scoppio di un contenitore
di inchiostro (precedentemente tenuto al caldo sopra
un termosifone mentre un addetto lo stava premendo
per far cadere l'inchiostro in un tampone per timbri).
La compagnia ora contesta la risarcibilità
sostenendo che la definizione di scoppio è
"il dirompersi di contenitori per eccesso di
pressione interna di fluidi" mentre la causa
dell'evento in questione sarebbe stata una pressione
"ESTERNA".
Per quanto originale la motivazione mi appare pretestuosa,
in quanto anche la bottiglia gassata lasciata al
sole che scoppia mentre la tengo premuta per aprirla
potrebbe subire la medesima contestazione, mentre
invece mi risulta essere uno dei classici casi portati
ad esempio dello scoppio da parte degli assicuratori.
Tra l'altro, nel caso che mi riguarda, è
stato il liquido interno a scoppiare, anche se non
nego una concausa esterna rappresentata dalla minima
pressione per far scendere l'inchiostro. Tutavia
le condizioni di polizza NON escludono concause,
richiedendo unicamente che siano i fluidi interni
a deflagare, a prescindere da ciò che succede
al di fuori del contenitore.
Rammento anche il casi di una bomboletta scoppiata
perchè pizzicata male nella chiusura di una
porta, quindi circostanza esterna, che tuttavia
non venne assolutamente portata a motivo di reiezione.
Assinews
risponde:
A nostro modestissimo parere, c'è da restare
allucinati, sempre che si abbia la fortuna di non
essere presi da convulsioni.
Circa mezzo secolo fa, gli assicuratori inserirono
nella polizza infortuni una clausola per la quale
erano escluse le lesioni dovute a sforzi corporali.
Espressione con la quale essi intendevano escludere
le lesioni causate da defecazione e coito.
Si chiese allora quanti casi del genere il mercato
aveva avuto (anche per poter giustificare in qualche
maniera l'esclusione ai clienti), peraltro senza
ottenere alcuna risposta in quanto ... i relativi
dati non era disponibili.
Ma ciò avveniva 50 anni or sono e si poteva
legittimamente pensare che la mentalità si
fosse evoluta nel corso dei decenni.
Il caso che ci sottopone dimostra però esattamente
il contraro: le mentalità è infatti
peggiorata. Nella preistoria delle assicurazioni,
certe impostazioni avevano qualche ragione di essere.
Non certo nel terzo millennio d.C.
Il contenitore è scoppiato indubitabilmente
per eccesso di pressione interna e poco importa,
ai fini dell'indennizzabilità, che l'eccesso
di pressione sia stato causato dal calore del termosifone
che, al massimo, può assurgere a concausa.
Come giustamente Lei fa rilevare, però, le
concause non hanno cittadinanza nelle assicurazioni
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