Quesito
su Agenti e vicoli territoriali (26/09/08)
Un’agenzia, che opera in regime 4 (rinuncia
bilaterale all’esclusiva) può,
tramite i collaboratori di un proprio sub-agente,
lavorare al di fuori del territorio assegnatole
dalla propria mandante (in comuni comunque
confinanti con l’agenzia)?
I vincoli territoriali sono, alla luce delle
recenti disposizioni, decaduti?
Ed ancora, un’agenzia che si avvale
della collaborazione di broker, che svolgono
attività al fuori del territorio dell’agenzia,
infrange l’art. 6 dell’accordo
nazionale agenti?
Assinews
risponde:
L’assenza di esclusiva, da una parte
come dall’altra, rendeva assai meno
valide le ragioni per le quali all’agente
era impedito di lavorare, in modo organizzato,
fuori del territorio assegnato. Nell’era
di internet, poi … Comunque sia,
l’A.N.A. vigente riporta tale vincolo.
Il Codice delle Assicurazioni, tuttavia, e
prima ancora la direttiva sull’intermediazione
ha consentito agli intermediari di svolgere
la propria attività anche al di fuori
dei confini nazionali e, quindi, fuori dai
limiti territoriali stabiliti dai contratti
di agenzia. Si potrebbe quindi concludere
che, a maggior ragione, l’agente può
operare duori del territorio assegnato, all’estero
come in Italia.
Noi, almeno, siamo di questa opinione.
E’ pacifico che il broker è un
intermediario indipendente e, quindi, non
è un collaboratore dell’impresa
di assicurazione, per cui ben si può
sostenere che non lo è nemmeno degli
agenti con i quali entra in relazione.