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Quesito su RCA - Veicoli di interesse storico e collezionistico (27/02/08)


Relativamente ai veicoli d’interesse storico o collezionistico (non d’epoca) vengo a chiedere:

- A quale limitazioni, dal punto di vista della circolazione, sono soggetti tali veicoli?
- A quale limitazioni, dal punto di vista assicurativo, sono soggetti tali veicoli?
- Quali sono i riferimenti normativi che disciplinano l’uso di tali mezzi?
- Ed infine, una famiglia che possiede un tale veicolo, regolarmente iscritto al registro ASI, coperto da polizza specifica per i veicoli storici, che fa un utilizzo normale di tale mezzo (quindi, trasferimento casa – lavoro, spesa, passeggiate, vacanze, ecc…) in caso di sinistro con responsabilità è soggetta a rivalse o contestazioni da parte della compagnia?

Assinews risponde:
1) Il Codice della Strada (art. 60) distingue tra motoveicoli e autoveicoli d’epoca (cancellati dal P.R.A.) e motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico, che sono quelli iscritti in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI.
A differenza dei primi, non ci risulta che i secondi abbiano limitazioni riguardanti la loro circolazione, a parte l’obbligo di revisione annuale.

2) Parimenti non ci risultano limitazioni dal punto di vista assicurativo.
Per poter usufruire della speciale assicurazione per 10 giorni e di quella annuale – che alcune compagnie assicuratrici scontano sensibilmente rispetto a quella “comune“ - è richiesta soltanto l’esibizione del certificato di iscrizione a uno dei registri di cui sopra.
Si potrebbe considerare aggravamento del rischio il caso di cancellazione dal rispettivo registro di interesse storico, con le conseguenze di cui all’art. 1898 in caso di mancata comunicazione all’assicuratore.

3) I riferimenti normativi sono il già citato articolo del Codice della Strada e l’art. 215 del relativo Regolamento (D.P.R. 6 dicembre 1992, n. 495).

4) Se questi veicoli non sono soggetti a limitazioni né da parte del Codice della Strada né dal punto di vista assicurativo, non vediamo a quali problemi andrebbero incontro nel caso in cui il loro uso fosse del tutto simile a quello di un’auto non registrata come veicolo di interesse storico e collezionistico, salvo beninteso che tale uso non sia in contrasto con un elemento di personalizzazione tariffaria (ad es. l’uso solo per il percorso casa - luogo di lavoro).
Peraltro siamo a conoscenza che alcune società assicuratrici non concedono alcuna agevolazione tariffaria, non ritenendo scontato che tali veicoli circolino meno degli altri.

 

 

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