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Ancora
su scoperto, franchigia e limiti di indennizzo/risarcimento
Sintetizziamo
un secondo quesito postoci su scoperto, franchigia e limiti di indennizzo.
L'abbonato chiede di conoscere come si applica lo scoperto:
a) in presenza di una franchigia;
b) nel caso di assicurazione a primo rischio assoluto;
c) nel caso di operatività di un limite di indennizzo.
Assinews
risponde:
Se in polizza
non è diversamente convenuto, la contestuale presenza di
scoperto e franchigia fa sì che entrambe le limitazioni siano
applicabili. Assai spesso, però, è convenuto che nel
caso in cui siano applicabili sia scoperto che franchigia, quest'ultima
verrà considerata come minimo di scoperto, nel senso che
lo scoperto in concreto applicato non potrà essere di importo
inferiore a quello della franchigia.
Ciò premesso resta da accertare, caso per caso, se e come
viene definito in polizza il termine "scoperto" o, più
precisamente, se esso si applica al "danno" o al "danno
indennizzabile".
Considerato il fine perseguito con lo scoperto, esso dovrebbe applicarsi
al "danno" e non al "danno indennizzabile".
Se lo scoperto, per condizioni di polizza, deve applicarsi al "danno
indennizzabile" e il danno è superiore al limite di
indennizzo previsto o, nel caso di assicurazione a p.r.a., al massimale
assicurato, le regola prima citata diventa iniqua e non accettabile,
al punto da poter essere ritenuta vessatoria.
Infatti, mai l'assicurato riuscirà ad ottenere la somma per
la quale si era assicurato (e in rapporto alla quale ha pagato il
premio) e, cioè, ottenere un indennizzo pari al limite di
indennizzo oppure al massimale, che già per loro conto pongono
a carico dell'assicurato una parte del danno quando questo eccede
il limite o il massimale.
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