Quesito
su Cassa di Previdenza Agenti
Un
collega dimissionario ha "scoperto" che la
Cassa Previdenza, tesoretto di noi poveri agenti, è
povero quanto noi, se è vero (come sembra) che
all'atto della liquidazione la Compagnia, oltre alla
trattenuta del 12,50% sugli interessi maturati,applica
una ulteriore ritenuta del 20% sul capitale complessivamente
versato.
E' corretto tale comportamento?
Visto che il Fondo si alimenta con contributi volontari,
non è il caso di indirizzare tali contributi
verso altri investimenti?
Se tale accantonamento può essere parificato
al TFR accantonato per il dipendente, se all'atto del
licenziamento dello stesso trattenessimo il 20% di quanto
da lui maturato?
Assinews
risponde:
Non siamo esperti tributari, ma riteniamo che la trattenuta
del 12,5% sugli interessi maturati dai depositi presso
la Cassa Previdenza Agenti (da non confondersi con il
Fondo Pensione Agenti) derivi da norma fiscale
operante in tutti i casi di reddito proveniente da investimento
di denaro.
Si
tratta di un prelievo di imposta a titolo definitivo.
Diversa è la trattenuta del 20% sull’ammontare
del capitale corrisposto. Essa è una ritenuta
d’acconto, soggetta a conguaglio. Occorre anche
distinguere fra capitale accantonato dall’agente
e capitale accantonato dalla compagnia. Va infatti tenuto
presente che l’agente sull’ammontare obbligatorio
della contribuzione ha fruito annualmente di una detrazione
fiscale, cosicché l’aliquota finale deve
tenere conto anche dei risparmi fiscali realizzati per
formare il capitale liquidato dalla C.P.A.. Un esperto
tributarista potrà chiarire meglio questi meccanismi.
Altra
cosa è invece la questione relativa alla redditività
della C.P.A., la quale è condizionata dalle decisioni
del Comitato Amministratore presente in ogni Compagnia,
il quale ha tuttavia delle limitazioni agli investimenti
derivante dal regolamento della stessa C.P.A.